Sessione 15 · in solitaria
Fiume Aralt · Francenigo, il tratto verso la chiesa
Sessione 15 del 11 settembre 2026 a Fiume Aralt, Francenigo, il tratto verso la chiesa, 3 catture, la più grossa un cavedano da 0,950 kg.
Finalmente. Due, tre giorni di pioggia battente avevano mandato all'aria la pescata mia e di Dani, e allora mi sono messo a cercare un buco, uno scorcio di sera libera: venerdì 11. Quindicesima uscita, la seconda sull'Aralt, di nuovo da solo, in acqua dalle 17:30 alle 19:40. Stessa postazione della volta scorsa e stessi punti battuti: quel tratto ormai lo conosco.
Smesso di piovere si è aperto tutto: cielo azzurro e sole diretto in faccia.
La differenza rispetto all'altra volta è che stavolta sono arrivato preparato. Le sere prima gli artificiali lì non avevano dato niente, e me l'ero già detto: serve qualcosa di vero. Così ho comprato le larve alla Decathlon e sono andato con quelle, niente spinning ad artificiale. Montaggio semplice: una larva su un amino e, sulla lenza, un pezzetto di polistirolo a fare da galleggiante. Ho provato anche con la gomma da masticare, ma non è servita a molto. Avevo messo due piombini e li ho tolti quasi subito, perché con la corrente non serviva tenere giù l'esca: molto meglio lasciarla scorrere.
Ho pescato risalendo, da valle verso monte, così il pesce non ti vede arrivare. Con me le due cannette da spinning, tutte e due da 1,80 e da 5-15 grammi, col trecciato dello 0,12: la Mitchell Tanager Camo, quella mimetica, e la Caperlan UFISH 1.80 presa alla Decathlon per 19 euro la volta scorsa. La Caperlan è un po' più rigida e tira su i pesi pesanti meglio, la Mitchell è più morbida e con un pesce serio vuole il guadino sotto.
Il primo cavedanino è arrivato dal ponticello dietro la chiesa, che è uno spot a sé, lungo la riva a centocinquanta metri dall'altro. Poi il secondo, sempre da quella parte. Nessuno dei due l'ho pesato o misurato: solo fotografati. Da qui in avanti credo che prenderò la misura solo a quelli che mi sembrano da record.
Il terzo invece l'ho preso nello spot dell'altra volta, quello grosso, ed è il motivo per cui ci ero tornato: l'avevo visto e mi era sembrato bello grande. Ho tirato su e la canna piegava un sacco. Guadino, e sul dinamometro 0,950 kg per 45 cm. Un cavedano dorato, di quelli belli da vedere. Non so quale sia la media su questo fiume, ma per l'Aralt mi sembra una gran taglia.
Ho visto anche una trota. Sapevo che lì dentro ce ne sono due belle grandi, e una è venuta in superficie proprio davanti a me, mostrandomi il fianco: rosso arancione acceso. Alla larva però non ha nemmeno guardato. Il problema è che il loro spot sta più giù, e lì è pieno di rami: ci vorrebbe una roba stealth, arrivare gattonando, e da valle verso monte è difficile tirare perché in mezzo ci sono letteralmente due tronchi. Non demordo, ci torno.
Alle 19:40 ho smontato, col cielo che si era fatto rosa dietro il campanile. Due ore scarse di fiume e tre pesci. Contento così.
Le catture
| Pesce | Taglia | Preso da | Note |
|---|---|---|---|
| Cavedano | non pesata | Ric | Il primo, dal ponticello dietro la chiesa. Né pesato né misurato: sta tutto in una mano. |
| Cavedano | non pesata | Ric | Il secondo, sempre dalla parte del ponticello. Anche questo solo fotografato, senza peso e senza misura. |
| Cavedano | 0,950 kg | Ric | 0,950 kg per 45 cm, il cavedano grosso dello spot della volta scorsa. Larva lasciata scorrere in corrente, e la canna che piegava. |
Attrezzatura e tecnica
La Mitchell Tanager Camo e la Caperlan UFISH 1.80, tutte e due da 1,80 m e 5-15 g col trecciato dello 0,12 · niente artificiali: larva su un amino, polistirolo sulla lenza a fare da galleggiante, due piombini tolti subito
Meteo
Dopo due giorni e mezzo di pioggia di fila, cielo aperto e sole diretto in faccia
Le foto







